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Intervista a Valerio Minicillo / Interview with Valerio Minicillo

Rozmawiał Adam Tomasz Witczak

Ciao. Puoi descriverci brevemente le tue radici musicali ed il tuo background artistico. Com’è facile capire, fai sia musica jazz che canzoni popolari ispirate alle tradizioni dell’Italia meridionale. Potresti dirci di più sulla tua creatività di entrambi i fronti?

Ciao a voi. È un piacere per me concedere quest’intervista. Le mie origini musicali affondano nello studio del sax e nell’aver frequentato il Conservatorio di Frosinone, dove ho studiato musica in maniera accademica e approfondita. Lo studio in Conservatorio e le mie iniziative personali mi hanno permesso di approfondire lo studio della composizione e dell’armonia, che è la base che ogni musicista dovrebbe avere. Inoltre, fin da piccolo, ho una grande passione per la musica di John Lennon e dei Beatles: ho studiato le loro canzoni, le ho analizzate e, alla fine, ho imparato da solo a comporre e arrangiare brani. Quindi, la mia impostazione musicale è conseguenza in parte degli studi fatti in Conservatorio e in parte di iniziative personali che ho preso. In realtà, non mi occupo “soltanto” di musica jazz che suono col sax e di canzoni popolari: faccio un po’ tutti i generi musicali, cosa che ho dimostrato col disco “Eredi dei briganti”, uscito nell’ottobre del 2013. C’è da dire anche che sono stato molto influenzato da alcune canzoni di Fabrizio De André, uno dei più grandi artisti che l’Italia abbia mai conosciuto.

Quali sono le caratteristiche più significative della cultura del Sud? Che differenza c’è tra lo stile di vita meridionale da quella settentrionale? Pensi che ci sia una sorta di analogia tra gli italiani del Sud Italia e quelli del Sud degli Stati Uniti che fanno riferimento alla Confederazione?

Io credo che il Sud abbia una caratteristica fondamentale: la solarità. Non so quali siano le differenze tra lo stile di vita meridionale e quello settentrionale: ci sono persone che lavorano proprio per studiare queste differenze e bisognerebbe chiedere a loro. Per quanto riguarda il raffronto col sud degli Stati Uniti, non conosco quale ne sia la situazione. Posso dire che il Sud Italia è senz’altro tagliato furi dai grandi investimenti che riguardano quasi sempre il Nord.

Quanto è forte, oggi, la sensazione di unicità tra le persone di Napoli e quelle delle altre regioni e territori che prima facevano parte del Regno delle Due Sicilie?

Beh, dalla domanda sembrerebbe che Napoli e le altre regioni siano in contrapposizione. In realtà non c’è nessuna contrapposizione. Semmai, c’è una forte presa di coscienza che piano piano sta aumentando e sono contento che il mio lavoro e le mie canzoni abbiano contribuito e stiano ancora fortemente contribuendo a questa presa di coscienza.

Per favore, puoi dirci qualcosa sulla famosa canzone Il Canto dei Sanfedisti che hai nel tuo repertorio? È ancora conosciuta nel Sud Italia? Cosa ne pensi della storia di Fabrizio Ruffo e del movimento della Santa Fede?

Il “Canto dei Sanfedisti” è molto conosciuto in tutto il Sud Italia e non solo. L’ho interpretata diverse volte, di cui una volta in un mio concerto a Gaeta, ultima città in cui fu fisicamente presente Francesco II di Borbone prima di partire per Roma sotto la protezione di papa Pio IX. Il movimento dei Sanfedisti fa capire quanto fosse forte il legame tra il popolo ed il re Ferdinando. Per quanto riguarda il cardinale Ruffo, non so e non posso sapere cosa lo spinse a combattere per cacciare i giacobini e far tornare Ferdinando a Napoli.

Per favore, descrivici Quale Risorgimento? Riflessioni meridionaliste. Come possiamo vedere, si tratta di un libro che contiene un cd con canzoni che parlano di Sud.

È un libro scritto di getto, come si fa quando scrivi una cosa che ti entusiasma e a me capita spesso di essere entusiasta quando scrivo, che si tratti di canzoni, di testi, di musica strumentale, di poesie o di libri. Nel libro, tra l’altro, si parla anche di musica e sono presenti delle poesie dedicate alla mia terra e ai personaggi che hanno combattuto per essa. Al libro è allegato un disco musicale che è vero che contiene delle canzoni dedicate al Sud, ma ci sono anche altri brani completamente diversi, per genere musicale e argomenti trattati, come “Se te ne vai via” che è una canzone d’amore; “Suono di un’alba” che è un pezzo strumentale che suono col sax soprano; “Medley delle Due Sicilie”, ovvero un medley delle prime tre canzoni che ho scritto finora di quelle dedicate al Sud; “Via del Campo”, che è una canzone scritta da Fabrizio De André; “Quanti ricordi ancora”, che è una dedica e una delle migliori canzoni che io abbia scritto finora e di certo quella alla quale sono più affezionato. Le canzoni che parlano di Sud sono “Questione Meridionale”, “Angelina Romano”, “Se tornasse Ferdinando”, “La storia nascosta” e “Eredi dei briganti”, che dà il titolo al disco. Come ho fatto anche in altre interviste, approfitto per ringraziare anche in questa intervista Francesco D’Episcopo, Lino Patruno e Pino Aprile che hanno scritto delle prefazioni, arricchendo il mio libro.

Quanto è importante per la gente del Sud l’identità cattolica? Pensi che la Chiesa moderna dovrebbe tornare alla tradizione (come Messa tridentina)?

Non so quanto sia importante per il Sud l’identità cattolica. Bisognerebbe chiederlo al Sud. Di certo la fede cattolica è molto presente. Per quanto riguarda il fatto se la Chiesa debba essere moderna o tradizionale, penso che essa debba solo essere “fedele”: fedele alla Parola di Gesù Cristo. La Chiesa non deve adattarsi a niente e nessuno, né a quelli moderni né a quelli tradizionali: il Vangelo ha già detto tutto e la Chiesa deve operare secondo quanto è scritto là sopra. È la gente che deve adeguarsi a questo tipo di Chiesa: chi non può o non vuol farlo, è libero di ignorarla.

Cosa ne pensi del lavoro dei moderni legittimisti italiani? Sei interessato a quei piccoli movimenti e gruppi (per esempio Associazione legittimista Trono e Altare)? Chi sarebbe, ora, il legittimo re del Regno delle Due Sicilie?

I legittimisti lavorano per riportare l’identità che ci fu tolta. Non sono legato a nessun gruppo, partito, movimento, associazione. Sono un musicista: mi occupo di musica. Semplicemente, tra i tanti argomenti di cui mi sono occupato, c’è anche quello relativo alla storia del Regno delle Due Sicilie. Ma non mi occupo solo di quello. E dei fatti del Regno delle Due Sicilie ne sono venuto a conoscenza solo grazie ad un sacerdote. Com’è noto, l’attuale capo legittimo è Carlo di Borbone, Duca di Castro.

Alcuni artisti conosciuti come te, Mimmo Cavallo e Eddy Napoli sono abbastanza radicali, pro del Sud (per esempio Malaunita — Eddy Napoli). In Italia è considerato un atteggiamento estremista o ordinario?

Io credo che per alcuni versi sia “ordinario”, in quanto rivendicare le proprie origini è cosa abbastanza “normale” in un Paese come l’Italia che, in realtà, è fatto di diversi popoli molto diversi tra loro. D’altro canto è un qualcosa di “straordinario” in quanto non tutti sono d’accordo col sottolineare l’identità alla propria storia e, quindi, chi ha scritto cose relative a questa, può esser visto come “estremista”. Sono rimasto molto colpito dal fatto di esser venuto a conoscenza di cose importanti che però la storia ufficiale non dice. E quelle cose importanti le ho messe in musica facendole arrivare, da solo e grazie alle mie canzoni, a tante persone tra cui molto giovani. Questo è un merito che mi va riconosciuto. Ma c’è da dire che sono tante le cose che ho messo in musica ed i fatti del Regno delle Due Sicilie sono soltanto una parte di esse. Ho messo diversi fatti storici in musica e, per il momento, si conoscono solo le canzoni relative alla storia del Sud.

Raccontaci i tuoi progetti musicali per il futuro. Vuoi fare ancora non solo musica smooth / lounge-jazz ma anche quella legata al Sud?

Grazie per la domanda. Credo che uscirà, grazie al successo del libro “Quale Risorgimento?” e al disco “Eredi dei briganti”, un nuovo lavoro, probabilmente composto ancora una volta da un libro e un disco, con la differenza che si tratterà di un’opera diversa: il libro sarà completamente diverso, pur rappresentando una sorta di continuazione del primo; il disco vorrei invece metterlo al centro di un discorso strumentale in cui il protagonista principale sia lo strumento che suono da sempre, fin da bambino: il sax, per me il più bello degli strumenti musicali. Questo non vuol dire che smetterò di scrivere canzoni. Anzi, ne ho scritte davvero tante negli ultimi tempi e alcune di esse tratteranno anche la storia del Sud. Tra l’altro anche i polacchi fanno parte delle vicende che la mia terra ha vissuto: i polacchi si distinsero durante la Seconda Guerra Mondiale, per coraggio e onore, nelle battaglie contro i nazisti. A poca distanza dall’Abbazia di Montecassino c’è il Cimitero di Guerra Polacco che è molto rispettato dalla popolazione locale e non solo. Spero di riuscire a pubblicare le canzoni di cui ho parlato prima e approfitto per ringraziare tutti i polacchi che mi seguono e ascoltano le mie canzoni, il mio sax e la mia musica in generale. Un saluto a voi. Grazie.

From the editor-in-chief: At the request of Mr. Valerio Minicillo the English version of the interview, sent by him, is published without editing and therefore the Polish Legitimist Portal does not take responsibility for its quality.

Hello. Please describe us shortly your musical roots and artistic background. As we can easily see, you play both jazz music and popular folk songs – inspired by traditions of Italia meridionale. Could you tell us more about both these aspects of your creativity?

Hello to you. It’s a pleasure to me to concede this interview. My musical origins date back to the study of sax and the attending of Conservatorio di Frosinone where I learned music in an academic and in-depth way. My personal initiatives and studying at Conservatory allowed me to extend the study of composition and harmony which are the bases that every musician should have. Moreover, as a child, I have a deep passion for John Lennon and Beatles’ music: I’ve studied their songs, analyzed them and, in the end, I’ve learned to compose and adapt tracks by myself. So, my musical approach is an outcome of both studies I attended to the Conservatory and personal initiatives I’ve taken. Really, I don’t attend only to jazz music, that I play with sax, or popular songs: I play about all genres, thing that I showed with the record Eredi dei briganti, came out in October 2013. I would like to add that I was even influenced by some songs by Fabrizio De André, one of the greatest artists Italy ever known.

Which attributes of Southern culture are the most significant? What differs Southern lifestyle from the Northern one? Do you think that there is a kind of analogy between Italian South and rural, post-Confederate South of USA?

I believe that south has a basic feature: radiance. I don’t know which the differences between Northern and Southern lifestyle are: there are people who work to study these differences and it should be asked them. About the comparison with South of USA, I don’t know what the situation is. I just can say that South Italy is excluded by great investments that always concern North.

How strong is nowadays Southern tradition and feeling of uniqueness among people from Napoli and other regions which were parts of Regno delle Due Sicille?

Well, according to the question it would appear like if Naples and other regions are in contrast. If anything, there’s a strong awareness that is slowly growing and I’m glad my work and my songs have contributed and are still strongly contributing at this awareness.

Please tell us something about famous song Il Canto dei Sanfedisti which you have in your repertoire. Is it still popular in Southern Italy? What do you think about the whole story of Fabrizio Ruffo and Santa fede movimento?

Canto dei Sanfedisti is well known in the whole South Italy and not only there. I’ve played it several times one of which during my concert in Gaeta, last city where Francis I of Bourbon was physically present before leaving under Pope Pius IX’s protection. Sanfedisti movement let us understand how strong the link between people and King Ferdinand was. About Cardinal Ruffo, I don’t know and I can’t know what urged him to fight to land Jacobins and let Ferdinand come back in Naples.

Please describe us Quale risorgimento? Riflessioni meridionaliste. As we can see, it’s a kind of a book which also contains a CD with Southern songs…

It’s a book wrote in one go, as you do when you write something that fills you with enthusiasm and often happens to me to be enthusiastic when I write independently they are texts, instrumental music, poems or books. In the book, by the way, I even speak about music and there are poems dedicated to my territory and to personalities who fought for it. To the book is attached a compact disc and it’s true that it contains some songs dedicated to South, but there are also other tracks, completely different for musical genre and treated themes, like Se te ne vai via which is a love song; Suono di un’alba which is an instrumental track that I play with sax soprano; Medley delle Due Sicilie that is a medley of the first three songs that I wrote till now among the ones dedicated to South; Via del Campo which is a song wrote by Fabrizio De André; Quanti ricordi ancora which is a dedication and one of the best songs I’ve wrote till now and surely the one I’m most attached to. Song speaking about South are: Questione Meridionale, Angelina Romano, Se tornasse Ferdinando, La storia nascosta e Eredi dei briganti that gives the title to the record. As I’ve done in other interviews I well out even of this interview to thank Francesco D’Episcopo, Lino Patruno e Pino Aprile who wrote the preface, enriching my book.

How important for Southern people is their Catholic identity? Do you think that modern Church should go back to the Tradition (like Traditional Mass)?

I don’t know how important is catholic identity in the South. It should be asked in the South. Surely catholic belief is strongly present. About the fact that Church should be modern or traditional, I think it would be just “faithful”: faithful to the World of Jesus Christ. Church doesn’t have to adapt to nothing and no one, not to modern ones, not to traditional ones: Gospel said everything yet and Church has to operate according to what’s wrote there. It’s people that has to adapt to this kind of Church: who doesn’t want or can’t do that, it’s free to ignore it.

What do you think about efforts of modern Italian legitimists? Are you interested in those small movements and groups (like – for example – Associazione legittimista Trono e Altare)? Who is now the legitimate king of Regno delle Due Sicille?

Legitimists work to bring back the identity which was took out from us. I’m not linked to any group, party, movement, association. I’m a musician: I deal with music. Simply, among a lot of topics I’m interested in, there’s the one related to the story of Regno delle Due Sicilie. But I don’t deal only with that. And about facts of Regno delle Due Sicilie, I’ve known them thanks to a priest. As known, the current legitimate chief is Charles of Bourbon, Duke of Castro.

Some popular artists – like you, Mimmo Cavallo or Eddy Napoli – have quite radical, pro-Southern songs (especially I mean Malaunita of Eddy Napoli). Is it considered in Italy as an extremist or extraordinary attitude?

I believe that in some ways it is “ordinary”, inasmuch to revenge their own origins it’s a quite normal thing in a Country like Italy which, really, is made of several people very different among them. On the other hand it’s something “extraordinary” inasmuch not everyone agrees underlining the identity of their own story and, so, with who wrote things related to this, can be seen as an “extremist”. I was impressed by the fact that I’ve known important things that traditional history doesn’t say. And those important things I’ve set to music making them arrive, by myself and thanks to my songs, to many people among which a lot of young people. This is a virtue that has to be recognized me. But there’s to say that are a lot the things I sat in music and facts of Regno delle Due Sicilie are just a part of it. I put several historical facts in music and, at the moment, are only known songs related to South history.

Please tell us about your musical plans for future. Do you still want to play not only smooth / lounge jazz but Southern music too?

Thank you for the question. I believe that is going to come out,thanks to the success of the book Quale Risorgimento? and to the record Eredi dei briganti, a new work, probably composed once more by a book and a record, with the difference that is going to be a different work: the boom will be completely different, even representing a sort of continuation of the first; about the record instead, I’d like to put it in the center of an instrumental speech in which the protagonist is the instrument that I’ve always played, as I were a child: sax, according to me the most beautiful among musical instruments. This doesn’t mean that I will stop to write songs. Rather, I’ve wrote really a lot of them in last times and some of them will treat even South history. By the way, even Polish belongs to the events my country has lived: Polish distinguished during World War II for courage and honor, in battles against Nazis. Not far away from Montecassino Abbey there’s Polish War Cemetery that is much respected by local population and not only by it. I hope I will succeed songs about I spoke before and I take advantage to thank all Polish that follow me and listen to my songs, to my sax, and to my music in general. A greeting to you. Thank you.

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